Amore reso dono

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Amore reso dono

   Corrono
teorie di lucciole tremolanti alle verande e nelle vie,
suoni visuali qual gorgheggi di usignoli nella sera,
euforici richiami allo svago ed alle spese;

   corrono
banconote fresche di stampa dalle casse delle banche
per futili apparenze o in regali d’occasione
(non son doni né soccorso all’indigente)
e svuotano i borselli troppo magri dei bilanci familiari;

   corrono
eterei avatar in tre di e fluenti fuori schermo,
ologrammi emergenti da costose station play,
rastremando i preziosi frammenti di tempo
esenti a Natale dagli studi o dal lavoro.

  E intanto stanno
sulla soglia dei templi e dei ritrovi frequentati
sempre e più che un tempo mendicanti ed accattoni,
le briciole attendendo che numerose cadano,
s’augurano, dal nostro lauto desco delle feste;

    stanno
nel tetro buio delle estreme bidonville
profughi senza casa né lavoro
disperando che il moccolo della loro precarietà,
ormai presso la bugia,
si ravvivi nel chiarore di certezze per l’avvenire;
volta del transetto della Cattedrale di Andria: dipinto del Redi (parti.)
    stanno
in lisergiche ebbrezze e rovelli giovani senza età
astratti dalla vita dello spirito che li affranchi,
senza tempo per mirare l’alba sublime e il farsi
di un AMORE reso dono e dedizione.

   Io ci sono e osservo
il plastico racconto della strada,
vedo correre nel vacuo o ristare al buio il mio vicino:
indifferente rivolgo l’egoistico sguardo sui miei casi
o, rimembrando la Parola nel Presepe reincarnata,
destato nel profondo del mio intendere e sentire,
farò sì che l’Altro goda del MIO amore reso dono e dedizione?

Natale, il donare col donarsi, non è desiarlo all’alba
ma agire ogni giorno e sino a sera.

Per inciso. Oh, ti prego! Domani non dirmi:
“Sveglia, inguaribile sognatore! ... ch’è ormai Capodanno!”

Nell’avvento del Signore, 25 dicembre 2010

da "I pensieri del Folletto" sdt