Arabeschi lucciolanti

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Arabeschi lucciolanti

Attira l’appicciata dai vichi pił remoti
falene sfarfallanti intorno ai lumi
all’imbrunire accesi per avviar la rutilante festa;
famigliole a frotte s’affrettano verso il centro
accalcate in file divergenti
e qual onde di marea
sospinte alle attrazioni della villa
risaccano nell’ombelico del paese
ad applaudir l’orchestra ed il cantante.
Surreale ponte alle stelle dei Patroni
di faci tremolanti in archi ricorrenti
luminaria del corso
riflette sulla fiumara dei passanti
l’aura spensierata e gaia
delle sagre e processioni.
Arabeschi lucciolanti
s’alternano lungo i lati della via
che adduceva un tempo al bel maniero
per la gran porta di nord-est;
prospetti di ogni casa e calpestio
ravviva il gioco delle luci
scolora gli abiti delle occasioni
ed in cangianti tinte sceme
muta i toni dei festanti ad ogni passo.
Del Duomo i dettagli e del Palazzo
sfumano al chiarore di greche sfavillanti
ai vespri di quel sabato settembrino
tra la Corte e lo slargo del sagrato;
assiepato in vocio atono e sommesso
sul ciglio del percorso e lungo i muri
un popolo di curiosi ed in preghiera
proteso attende sulle punte in bilico
scorgere l’argenteo capo e il regal trono
della Vergine de’ Miracoli ed il Patrono
ondeggianti sui congregati in bianco saio
per lo sdrucciolo di Porta Sant’Andrea
risalire dalla millenaria cripta sulla lama.
Ed osannati dal popolo plaudente
tra una luminaria e l’altra avanzando lentamente
barbugliano i preziosi simulacri
nelle imploranti pupille dei devoti
riflessi di luce e speranze di cielo.
da "I pensieri del Folletto" sdt