In rivo ... curtem

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Andria, presso San Vito-Camaggio - pianta di fine 1600 Cripta SS. Altomare: Crocifissione (part.)
da "I pensieri del Folletto" sdt

In rivo ... curtem

Lą dove finivano i colli iniziava la piccola lama
ove un tempo scorreva tranquillo un ruscello.

Dapprima era stretta chiusa da oriente a ponente
tra dolci colline assolate,
e poi si ampliava verso il borgo in una vasta conca
che in tempi remoti
ospitava uno specchio di carpe e ronchi
nelle incerte rive tra gli anfratti del contado
di Sant’Angelo al lago.
Guardando dai colli nei giorni sereni
si vedeva la distesa dei piccoli campi
degradanti verso la lama
che da un lato, a settentrione,
era interrotta dalle prime case di periferia
e dall’altro pareva non aver fine
oltre l’ultima ansa a mezzogiorno.
Sia i colli che la stretta valle
del serpeggiante duplice acclivio erano fertili:
fazzoletti contigui d’ulivi con ampie macchie di viti
qua e lą punteggiati
di mandorli e pruni, di fichi, di peschi e albicocchi.
Siepi a secco o macerie di sostegno
orlavano i campi e le carrarecce
e si coloravano del verde pił vario
con rovi e carciofi, asparago e fico d’India.
Pił in basso il rigagnolo d’acqua
ristorava quadretti di un verde pił intenso
brillante, imperlati dall’ultima pioggia
che attirava a frotte gli insetti
sui teneri ortaggi di maggio.
Risaltavano nel verde pallido delle colture
sparsi tra i colli e la lama
i trulli, i capanni, un bianco slargato casale.
Il torrentello in meandri stretti ora fluiva
avvolgendo l’abitato colle con premuroso abbraccio
da Porta la Barra ai pie’ di San Lorenzo;
stringeva da presso d’Andre l’umide dimore
mentre accoglieva dall’altra sponda
i residenti fuori mura delle grotte di San Vito
e della bassa Camaggio.
Industrioso un popolo di figuli maniscalchi carpentieri
ramai e fabbri d'ogni arnese viveva in quei recessi naturali
a monte dell'angusto speco a Sant'Andrea votato
e primo tempio cristiano di quei luoghi.
Oltre il guado s'affollavano capanne di pastori
e operai del contado in ambienti sopraelevati a grotte
per ritrovarsi insieme per le preci dei vespri
accanto ai sacri arcosoli dei primi cristiani del luogo
nel rupestre oratorio, caldo e mirabile negli affreschi
della leggendaria Sofia, o Divin Sapienza,
e dell'imponente Crocefissione
con un San Giovanni spaurito e la sconsolata Vergine.
E misterioso e irreale,
in rare albe autunnali o all’imbrunire
lo sguardo si perdeva smarrito
a un lancio di pietra dagli antri del pendio
quando una nebbia leggera inattesa
saliva dai campi fasciava il paesaggio
sbordava l’immagine d’ogni contorno sincero.
Andria vista da San Vito, in una tela del 1800