1897: la luce elettrica in Andria

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da "RASSEGNA PUGLIESE di Scienze, Lettere ed Arti"

da un mese all'altro - note ed appunti

(estratto)

La luce elettrica in Andria.

di ALDO. [semplicemente]

Il 18 luglio [1897], giorno di Domenica, mi recai, ufficialmente invitato, e ospitato colla consueta cordialità dalla gentilissima famiglia Pastina, in Andria, per assistere alla inaugurazione della luce elettrica ivi impiantata da quell’egregio ed operosissimo uomo, che è l’Ingegnere Nicola Labroca, il quale ha saputo in un anno compiere un’opera grandiosa e veramente degna di ammirazione.

nell'ex chiostro costruita l'officina, poi trasformata in scuola
[nell'ex chiostro di S. Domenico fu costruita l'officina, poi trasformata in scuola]

La popolazione era giubilante, e ben a ragione, perocchè Andria dall’impianto della luce elettrica ha acquistato un’altra fisionomia: tutte quelle lampade ad arco, tutte quelle colonne in ferro fuso, di forme varie ed elegantissime, l’hanno adornata e le danno aspetto di città moderna e civile; è vero che per renderla propriamente tale ci vuole dell’altro! — ce ne vogliono ancora delle opere pubbliche, e quante! … ma intanto la luce c’è, e splendidissima: il resto verrà poi.

Verso le 6 pom. un gran numero d’invitati dall’Ing. Labroca, che è non solo l’esecutore tecnico, ma anche il concessionario della luce elettrica in Andria, si recarono all’officina per la cerimonia dell’inaugurazione.

Ci andai anch’io, e rimasi sbalordito della maestosità e della bellezza di tutte quelle macchine e di tutti quei meccanismi, che solo chi non è profano può comprendere e descrivere. Ed io che di elettricità non ne capisco affatto, mi sono rivolto ad una persona tecnica dello Stabilimento, la quale mi ha mandato cortesemente la seguente breve ma chiarissima relazione.

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«L’officina elettrica sorge nel centro della città, sulle rovine dell’antico convento di S. Domenico. È un fabbricato vasto, dalle linee semplici ed eleganti, in un ampio piazzale, completamente isolato dai fabbricati circostanti, ove sono i magazzini, il deposito di carbone; l’officina di riparazione, ecc.

Nell’edificio principale sono impiantati due generatori a gas Dowson ciascuno per circa 200 cavalli: uno di essi è destinato a funzionare, l’altro è di scorta: il gas prodotto dai generatori passa attraverso una serie di lavatori ed è quindi spinto nel gassometro situato all’esterno del fabbricato. Dal gassometro il gas è condotto in una tubazione sotterranea situata lungo una parete longitudinale della sala dei motori. Questi sono in numero di tre, ciascuno di 70 cavalli di forza. Sono motori a gas Körting tipo Tandem con regolatore di precisione e accensore elettrico. Al medesimo albero di ciascun motore e accoppiata una dinamo in derivazione a 8 poli, capace di rendere 190 Amperes a 250 Volts. I motori hanno una velocità di 140 giri al minuto.

Oltre alle tre dinamo principali, è impiantata anche una dinamo supplementare mossa da un motore elettrico di 80 cavalli, la quale serve per la carica della batteria di accumulatori.

Gli accumulatori formano la parte più encomievole dell’impianto, al dire di due autorità elettriciste. Essi formano una batteria di 134 elementi tipo Tudor disposti in quattro file in una sala speciale, e sono capaci di fornire la corrente necessaria alla illuminazione dell’intera città durante sei ore. Gli accumulatori oltre ad evitare qualunque interruzione di luce, servono mirabilmente da regolatori della corrente, e a ciò si deve la uniformità e la costanza tanto lodata della luce di Andria.

Il quadro di distribuzione situato nel salone delle macchine, è ricco d’istrumenti di precisione e permette di fare qualunque manovra per accoppiamenti, regolazione, misura, controllo della corrente distribuita alla città.

La distribuzione della corrente elettrica per la città è fatta col sistema a tre fili: sette centri di alimentazione distribuiti in varie zone della città sono collegati direttamente all’officina; i centri di alimentazione formano i nodi di una rete a maglie chiuse che si estende su tutta la città e forma la conduttura principale, la quale così è sempre percorsa da corrente a potenziale costante. Sulla conduttura principale si fanno le prese in derivazione sia per i gruppi di illuminazione pubblica, sia per l’illuminazione dei privati.

Questo impianto alimenta 64 lampade ad arco da 1000 e da 500 candele e circa 500 lampade ad incandescenza da 50, da 32 e da 16 candele per l’illuminazione pubblica, oltre a un paio di migliaia di lampade a disposizione dei privati.

Secondo il dire di valorosi elettricisti che hanno visitato l’impianto, esso è il primo esempio di un impianto elettrico serio, specialmente nell’Italia meridionale, e degno di stare alla pari dei migliori impianti dei paesi molto innanzi nel progresso delle industrie».

*

Alle 6 ½, al suono della marcia reale, entrava nel recinto dell’officina elettrica il sindaco cav. Pasquale Marchio, un sindaco molto giovane e molto entusiasta per il bene ed il progresso del suo paese, il che lo ronde preziosissimo nella sua città, che ha bisogno di sollevarsi a maggioro dignità e decoro di città civile. Egli accompagnava il Sottoprefetto del circondario ed era seguito dalla Giunta Municipale e da tutte le autorità cittadine.

Dopo lo scoprimento di una lapide posta su un lato dell’edificio a ricordo del fausto avvenimento dell’inaugurazione dell’officina elettrica, cominciarono i discorsi. La lapide dice cosi:

QUI SULLE ROVINE
DEL CHIOSTRO DEI FRATI PREDICATORI
MURATO NEL 1398 DA SVEVA ORSINI
DUCHESSA DI ANDRIA
DAL 1809 RIMASTO IN ABBANDONO
IL SINDACO CAVALIERE PASQUALE MARCHIO
I CONSIGLIERI COMUNALI
DIRETTORE NICOLA LABROGA INGEGNERE
VOLLERO QUESTA OFFICINA ELETTRICA SI COSTRUISSE
AUGURIO DI AVVENIRE MIGLIORE PER ANDRIA
CHE RICORDERÀ SEMPRE CON GIOIA
LA SERA DEL 18 LUGLIO 1897
QUANDO VIDESI LA PRIMA VOLTA
A LUCE ELETTRICA
SPLENDIDAMENTE ILLUMINATA.

*

Si era all’aperto, ai piedi del superbo campanile di S. Domenico, che protegge amicamente colla sua ombra l’officina della luce elettrica (chi mai l’avrebbe detto ai padri Domenicani!). I balconi, i tetti, i ruderi dei recenti abbattimenti erano gremiti di popolo plaudente e presentavano una veduta pittoresca. Nel recinto dell’edificio erano parecchie centinaia di persone, fra cui moltissime signore e signorine. Anche le città vicine hanno dato il loro contingente di intervenuti abbastanza numeroso.

Parlò primo in nome dell’Amministrazione Municipale l’Assessore avv. Vincenzo Ursi, e parlò con quell’eleganza di parola che gli è da tutti riconosciuta, manifestando sentimenti e concetti che onorano l’oratore e l’Amministrazione in nome della quale ha parlato. Peccato che il luogo aperto o mal scelto non abbia permesso che a pochi di raccogliere le belle parole, ma mi viene assicurato che i discorsi saranno messi a stampa.

Rispose con un altro discorso 1’Ing. Labroca, ringraziando l’Amministrazione Municipale di Andria di aver avuto fiducia in lui, e dichiarandosi grato a’ suoi concittadini della benevolenza che gli hanno sempre usata, per cui egli da modeste origini ha potuto farsi largo nella via della scienza e dell’arte e compiere un’opera che segna per Andria il principio di un miglioramento civile della più grande importanza. Fa l’elogiò di tutti coloro che lo coadiuvarono nei lavori d’impianto dell’illuminazione elettrica, 1’ing. Oehrich rappresentante della ditta Koerting, l’ing. Canepa, l’ing. Silverio Pàstina; né dimentica gli operai andriesi dei quali loda l’operosità e l’intelligenza, e termina anche lui, come l’oratore precedente, augurandosi che Andria non si accontenti e non si fermi solo alla conquista della luce materiale, ma proceda con pari ardimento verso la conquista della luce intellettuale, senza della quale non vi può essere vero benessere nella Società.

*

Dopo di che si passa alla parte religiosa della cerimonia. Il Vescovo di Andria, D. Federico Maria Galdi, accompagnato da un gran numero di canonici, malgrado la sua grave età, intervenne per benedire l’officina, compiendo la sacra funzione fra la commozione di tutti i presenti, e specialmente delle signore; o il canonico Primicerio Mons. Emanuele Merra lesse un suo discorso, che a me non fu dato di udire, ma che certamente deve esser degno dell’ingegno del chiarissimo scrittore di tanti lavori storici, alcuni dei quali hanno anche fregiato le colonne della nostra Rassegna [Pugliese di Scienze, Lettere ed Arti].

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Venne la volta dei rinfreschi … Movimento di gioia negli spettatori d’ambo i sessi … Il caldo era soffocante e i motori dell’officina lo accrescevano enormemente: un gelato giungeva, più che opportuno, provvidenziale. L’Ing. Labroca fece infatti servire con molta prodigalità i suoi invitati di gelati, e i suoi invitati ne fecero addirittura una strage. Un signore di mia conoscenza né sorbi quattro ed una signora tre … e cito due soli casi … — Povero Labroca! …

*

Alle 8 il Sindaco, il Sottoprefetto e tutti gl’invitati lasciarono l’officina per recarsi sul palazzo Municipale. La popolazione si riversò nel largo del Municipio. Il Sindaco dalla ringhiera del palazzo disse brevi ma vibrate e patriottiche parole al popolo che applaudì freneticamente; e in un attimo la città fu illuminata. Allora la popolazione si diede a percorrerla in tutte le sue vie, ammirando estatica, a bocca aperta, il grande fenomeno di una luce splendida … senza petrolio. E come succedeva? Mah! Certo, Labroca se l’era intesa col diavolo! … No, Labroca se l’era inteso colla scienza, di cui è valoroso sacerdote, ed è riuscito a dotare Andria di una illuminazione che le sarà da molte città invidiata.

La luce elettrica in Via dei Cappuccini
[Strada dei Cappuccini - via Cavour, col nuovo impianto d'illuminazione]

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Intanto l’immenso salone del Consiglio e tutte le sale del Municipio s’erano riempite degli stessi invitati che erano stati all’officina, e anche qui i gelati furono distribuiti a profusione per cortesia dell’Amministrazione Municipale, e anche qui — manco a dirlo — gl’invitati corrisposero largamente alla cordialità e alla liberalità del Municipio di Andria.

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Per molte ore la popolazione si è pigiata nelle vie a contemplare la luce, la quale è veramente ammirabile.
Verso la mezzanotte, colla stessa gentile compagnia colla quale ero andato, io me ne tornai a Trani, ed entrando in città mi venne naturalmente di fare un confronto colla nostra luce elettrica … Pur troppo, il confronto non regge. …

ALDO.

[testo di Aldo. __ , estratto da “RASSEGNA PUGLIESE di Scienze, Lettere ed Arti”, ed. Valdemaro Vecchi, Trani, 1897, luglio 1897, Vol. XIV., N.1., pagg30-32]

NOTE

Le fotografie non fanno parte dell'articolo della rivista, ma sono state aggiunte dal redattore di questa pagina