Conclusione dell'Università su ospedale e orologio - 1754

Contenuto

da "RASSEGNA PUGLIESE di Scienze, Lettere ed Arti"

(estratto)

LE ISTITUZIONI DI BENEFICENZA DELLA CITTÀ DI ANDRIA

di Giuseppe di Francesco Ceci (1863-1938)

DOCUMENTI.
IV.

Conclusione dell’Università.


Die XIV. mensis Novembris 1754 Andrie — Congregato Consilio huius magnifice Universitatis civitatis Andrie ad sonum campane more solito intus Curiam Ducalem, ubi vulgo dicitur il Largo della Corte in quo universitas et homines ipsius coadunari solent pro actis peragendis etc. cum interventu et assistentia Domini u. i. d. domini Francisci Meliti Locumtenentis eiusdem civitatis, interfuerunt subscripti domini de regimine, facientes maiorem et saniorem partem dicte Magnificie Universitatis immo Corpus Universitatis predicte representantes — Sindaco de Civili: Signor Dottor Vitangelo Iacobbi; Eletti dei Nobili: signor D. Riccardo Topputi, signor D. Domenico Accetta; dei Civili: signor Riccardo Sasso, signor Giacomo Adducario, signor Pasquale Labboria; Eletti del popolo: Mastro Vitantonio Bisanti, Mastro Girolamo Lavelli, Mastro Pasquale de Cicco, Mastro Sebastiano de Cicco, Mastro Pasquale Bilanciano, Riccardo Suriano, Mastro Giuseppe Antolino.
Dal signor D.r Vitangelo Iacobbi odierno Generale Sindaco si propone alle Signorie Loro come si trova il numero delle anime accresciuto niente meno che il terzo di quello era anni addietro e da qualche tempo ed attualmente si abita con angustia in questa città sicché moltissimi di questi cittadini van cercando dove costruirsi qualche commodo di abitazione e nello stesso tempo questo nostro Ospedale per chiamarsi terminato mediocremente necessitano li nuovi communi, la camera per separare i sacerdoti dagli altri viandanti e specialmente dalle donne, le lettiere, li sacconi, le coverte, la mensa di pietra, il pavimento del focolaio ed altri commodi indispensabili.
Ed a questo nostro orologio manca tutto, essendo affatto reso inservibile con tanto incommodo di questo suddetto pubblico e specialmente de poveri infermi che non possono regolare nel tempo proprio le di loro cure, tanto più che il descritto orologio è l’unico che vi sia in città.
E poiché per la spesa che bisogna all’uno ed all’altro non è stato possibile ottenere dalla Regia Camera della Summaria alcuna liberazione, perciò si è pensato vendere a particolari cittadini quelli fondi inutili, anzi sporchi e d’incommodo al pubblico, che si trovano sopra le muraglie rimpetto la porta Carrese del Venerabile Convento di S. Francesco dei minori conventuali, tirando sino alla casa della Venerabile Confraternita della Morte dentro la Chiesa di S. Sebastiano abitata dagli eredi Alessio dello Muscio sopra le Muraglie abbasso al luogo detto di Fravino e sopra le altre muraglie e parte del fossato che attacca al Giardeno de Fratelli de Giglio, e del ritratto di detti fondi compirsi li suddetti ospedale ed orologio; Che però loro signori diano il loro parere.
Qual proposta intesa da tutti i signori congregati è stato conchiuso a viva voce dai medesimi, che si concedano e vendano alli concorrenti oblatori li descritti fondi con questo però, che resti a peso degli stessi concorrenti compratori ottenere il regio Beneplacito sopra tali concessioni e vendite; a trattare e conchiudere le quali, come anche a rifare detto orologio si eliggono, siccome restano eletti per Deputati li magnifici D. Riccardo Topputi, D. Nicola Antonio Topputi, D. Giacomo Adducario, Mastro Vito Antonio Bisanti, Mastro Girolamo Lavelli e Riccardo Suriano, e per depositario si eligge mastro Domenico Pastina, li quali in solidum col suddetto nostro signor Sindaco facciano tuttociò che sarà necessario per effetto come sopra etc.; et ito conclusum etc., et in fidem etc.
Francesco Meliti, Luogotenente
Nunzio Vallera, Cancelliere (1).

[estratto da “RASSEGNA PUGLIESE di Scienze, Lettere ed Arti”, ed. Valdemaro Vecchi, Trani, 1891, vol. VIII, N.13-14, pagg. 214-220]

(1) È trascritto nel Cabreo della Confraternita della Morte in S. Sebastiano, che ho potuto consultare pel gentile consenso del segretario signor Nicola Ricciardi.