Il Regno di Napoli in prospettiva: Andria, di Pacichelli

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da "IL REGNO DI NAPOLI IN PROSPETTIVA DIVISO IN DODECI PROVINCIE ..."

 

Di ANDRIA (1)

dell'abate Gio. Battista Pacichelli (~1640-1695)
(estratto)

Andria, di Cassiano de Silva - tavola inserita a pag.207

Porta Dignità Ducale, ed è Capo d’uno Stato che provvede in copia l’industria de’ suoi, e la stessa Negoziazione, di Vino, d’Olio, di Mandorle, di Agrumi, di Pomi, e di Hortaglie, in amenissimo Clima.

copertina

Si appressa per otto miglia al Mare, ſrà le Città di Trani, e Ruvo, con la Campagna ben lunga, in piano, ed in colle. Quei del Volgo più comune a chiamano Andri.

Gli Eruditi figuran l’origine, posta in silenzio dagli Scrittori, nel celebre Diomede, quasi che co’ suoi, trapiantato il Reame Greco in Puglia, vi ravvivasse somigliante nome di un’Isola del Mare Egeo, hora l’Arcipelago. Non merita però il racconto, privo di sodezza di appoggio, che popolare, e vana credenza.

Con migliore opinione se n’esce Goffredo Malatesta; nella Cronaca de’ Normanni, dicendola fondata da Piero Conte di Trani, che diè credito alla Nazione mentre fioriva.

Gli Atti però di S. Riccardo primo suo Vescovo, destinatovi da Papa Gelasio I. nel 492. la fan vedere più vecchia: quantunque l’oscurità de’ Prelati per lo corso di sette in otto secoli astringano il più prudente giudizio, à discorrer meglio, e à distinguere.

Tuttavia rimane in piedi venerabile a’ Cittadini, e Paesani la Cappella, e l’Altare, in cui celebrò il Santo Apostolo, passando in varie parti à propagar la Religione, e la Fede, havendone già fissato in Roma il Trono.

Mà non è di picciola gloria ad Andria questa pia, ed antica semenza. Fù ella privilegiata singolarmente da’ Regi, e Pontefici, siccom’ è fama, trovandosi però con gli Archivj, divorate malamente dal fuoco, le sue memorie, Federico Cesare grato dell’alloggio ricevutovi, lasciò scolpire sù la maggior Porta queste parole: Andria ſidelis nostris affixa medullis.

È Città di grata apparenza, ed allegra, con le ſabriche ben’ intese, di buona pietra, incisa in quadro nel proprio Territorio, colmo di Giardini, di Vigne, e Boschi per Caccia.

Doppo haverla posseduta lungo tempo la Casa cospicua del Balso, la quale si estinse in Pirro Principe ancor di Altamura, si annovera fra’ Feudi migliori hoggi della Carafa.

Spiega il suo Duca, numerosa, e nobil Corte in un Palazzo grande, con molti Quarti, anche per altrui commodità, e Giardino pensile, Scuderie vaste, e de’ più considerevoli nel Regno.

Gli stà contiguo il Duomo, dedicato alla Vergine Assunta, ed à S. Andrea Apostolo, di mediocre ampiezza, e divota Architettura, ſornito però in varie cassette di Argento, di vetro, e di legno, di mille trecento Reliquie Sagre, venerando massimamente con particolar culto di Tutelare, il Corpo del nominato S. Riccardo, il quale ſù di stirpe Inglese.

Di più di sessanta è composta il Clero che vi officia, con cinque Dignità, senza Prebenda, e con le sole Distribuzioni. All’Arciprete, che in primo luogo esercita la Cura delle Anime, si accoppia il Proposto di S. Nicola, capo d’un’altro più picciol corpo di Preti.

Si dà luogo à cinque Conventi di Mendicanti, ed un Chiostro di Monache, undeci compagnie di Laici, e uno Spedale, ma resta di fuori, degna di esser veduta, & adorata la B. V. che chiaman de’ Miracoli, ed è tale, dipinta in una sotterranea Tribuna, ricca di Voti, e di Doni, illuminata da molte Lampani, con perpetuo concorso di Popolo, e custodita con un gran Tempio superiore, ed un vasto Monastero de’ Padri Cassinensi.

Li belli Vasi di Terra, che qui si lavorano, volentieri, e di lontano smaltisconsi.

Civilissimi poi, e di ottimo garbo sono gli Andriesi, fra’ quali spiccano alcuni con gli Habiti di Malta, e S. Giacomo, e nobilmente distinguonsi gli Accetto, i Braida, i Carbutti, Conoscitore, Fanelli, Fellecchi, Guadagni, Mele, Perusi, Rimedi, Tagariga, Tesorieri, Teta, Zupputi, & altri.

 [testo tratto da “ IL REGNO DI NAPOLI IN PROSPETTIVA DIVISO IN DODECI PROVINCIE; in cui si descrivono la sua Metropoli Fidelissima Città di Napoli ... e le sue centoquarantotto Cittá ... oltre il Regno intiero, e le dodeci Provincie distinte in Carte Geografiche”, dell'abate Gio: Battista Pacichelli, parte seconda, in Napoli, nella Stamperia di Dom. Ant. Parrino 1703, pagg. 207-208]

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Il Pacichelli descrive la Città di Andria, Palazzo Ducale, Duomo e S. Maria de' Miracoli, anche ne " MEMORIE (NOVELLE) DE’ VIAGGI PER L’EUROPA CHRISTIANA", uno stralcio delle quali è qui trascritto tra i documenti.
NOTE    _
(1) Trascrizione da una copia digitale dell'originale presente nella "K.K. HOFBlBLIOTHEK OSTERR. NATlONALBlBLlOTHEK di VIENNA" (digitalizzata da Google).