1933-1960: cronistoria dei restauri

Contenuto

Cronistoria dei restauri condotti sul Seminario
dal 1933 al 1960


Premessa

Qui di seguito si trascrive una sintesi dei vari restauri realizzati alla vetusta struttura del Seminario dal 1933 al 1960, per preservarla dal degrado e renderla abitabile e possibilmente confortevole per gli adolescenti seminaristi che ivi conducono la loro iniziale vita religiosa di preparazione al sacerdozio.
Questa relazione fu stesa da Don Sabino Matera durante il periodo della sua collaborazione in Seminario, dapprima per diversi anni come vice-Rettore, durante la reggenza di Don Pasquale Pisani, e poi per oltre nove come Rettore [1].


Questo Seminario, ridotto in pessime condizioni, ebbe una prima, ma insufficiente, sistemazione nel 1933, in occasione del I° Congresso Eucaristico Diocesano, per opera di S. E. Mons. Bernardi e del Rettore Don Riccardo Rella.
Il lavoro più vistoso fu la nuova pavimentazione nei corridoi, nei dormitori, nelle scuole e nelle varie stanze dei Superiori, sostituendovi a quelli di creta, deteriorati, rotti, polverosi, i mattoni di cemento, bianchi e grigi, come risulta dalle prime fotografie qui accluse, che risalgono appunto a quel tempo.

Gradatamente furono sostituiti gli armadietti (guardaroba) e i tavoli da studio, personali e di vario formato, con guardaroba comuni a muro e con scrivanie tutte uguali.
Alla cucina tufacea, tenuta da cuochi, quella moderna in metallo, tenuta dalle suore del Cottolengo.

Rimaneva comunque un vecchiume opprimente: porte e infissi asimmetrici e cadenti, intonaco gonfiato e screpolato, impianto elettrico e illuminazione antidiluviani, la volta del refettorio cadente, le capriate della tettoia infracidite, che causavano infiltrazioni di acque in molte parti, le murature lesionate ecc.
L’occupazione militare dal 1940 in poi ed il terremoto nel 1948 rovinarono quello che si era fatto di restauri e aggravarono la stabilità stessa del Seminario. Erano urgenti dei lavori di restauro.

S. E. Mons. Di Donna col Rettore Don Francesco Fuzio nel 1949 inoltrarono due domande (allegato n.1 e 2) al Ministero ed ottennero il restauro del Refettorio con la volta nuova in cemento, la pavimentazione e più tardi, nel 1950 - 51, una batteria nuova di gabinetti e lavandini ed alcune travi di cemento per rinforzare le varie parti del Seminario lesionate in seguito al terremoto.

Nei primi mesi del 1952 il Rettore Don Pasquale Pisani, con l’ordinaria amministrazione del Seminario, fece le vetrate all’ingresso del Seminario e vicino alla Cappella, e 5 docce nuove con una vasca da bagno con impianto moderno di acqua fredda e calda.

Urgeva un piano generale di restauri.
Essendo varata la legge dei danni bellici, il Rettore Don Pasquale Pisani presentò nel 1952 la domanda al Ministero con il piano generale dei restauri, che comportava la somma complessiva di 24 milioni di lire.
La domanda, con i due pro-memoria, di cui si acclude la copia, fu appro-vata e inserita nel piano dei lavori presso il Genio Civile di Bari. La somma venne erogata un po’ per volta.

Nell’Ottobre 1952 il Rettore si recò col nuovo Vescovo Mons. Pirelli al Provveditorato 00.PP. di Bari per sollecitare l’assegnazione dei fondi. Furono promessi 5 milioni e nella primavera del 1953 l’impresa Di Bari Francesco intraprendeva i restauri.
Furono eseguiti i seguenti lavori: scalinate nuove per accedere al I° ed al II° piano – intonaco - architravi di cemento - infissi - pavimentazione - impianto elettrico - gabinetti - pitturazione ecc. nel corridoio principale, compresi lo studio dei ragazzi, la sala dei professori e le stanze dei Superiori.

Nel 1954 furono assegnati 2 milioni, con i quali dalla stessa impresa furono restaurati il corridoio con le stanze del P. Spirituale, del Vice Rettore e dell’ospite; restauri rimasti incompleti e completati dal Rettore con una somma data da S. E. Mons. Pirelli.

L’assegnazione dei fondi subì una stasi, perché Mons. Pirelli dovette restaurare il Palazzo Vescovile e quindi il Provveditorato 00.PP. sospese l’assegnazione dei fondi al Seminario per passarli al Palazzo Vescovile. E così fino al 1957.

Nel Febbraio prima, e nel Marzo del 1957 poi (come da copie accluse), il Rettore Don Pasquale Pisani scrisse al Ministro Aldo Moro, chiedendo un Suo intervento per ottenere l’assegnazione di altri fondi.
Vennero così assegnati, con l’autorevole intervento del Ministro, 3 milioni, con i quali si iniziarono i lavori alla copertura del Seminario, abolendo la tettoia e realizzando una magnifica terrazza.

Tali lavori vennero iniziati dall’impresa Fuzio Nicola, che rimase sino alla fine, conducendo a termine il completo restauro del Seminario.
Ma, essendo la somma insufficiente, d’intesa col nuovo Vescovo S. E. Mons. Francesco Brustia, il Rettore si rivolgeva nel Marzo 1958 di nuovo al Ministro Moro per ottenere l’assegnazione della somma completa (vedi copia). Insieme col Vescovo si riuscì a parlare personalmente col Ministro e si ottenne un fattivo interessamento con l’assegnazione di altri 4 milioni, con i quali si completarono i lavori alla terrazza.

Contemporaneamente con l’interessamento di S. E. Mons. Vescovo si riuscì a far venire qui personalmente per un sopraluogo il Provveditore alle OO.PP. il Dr. Bottiglieri e l’Ingegnere Capo.
Il Provveditore assicurò il completamento dei lavori.
E così si ottennero subito altri 4 milioni e vennero sistemati i dormitori ed il corridoio dei dormitori fino ai primi di Ottobre 1958.

Nel 1959, Giugno ... Settembre - con altri 3 milioni si sistemarono le scuole, il corridoio delle scuole, le due nicchie alla Madonna ed al S. Cuore, lo studio del piano superiore e le due stanze della foresteria.

Infine nei mesi di Novembre e Dicembre 1959, Gennaio e Febbraio 1960, con gli ultimi 3 milioni vennero sistemati il porticato e l’ingresso, con nuova pavimentazione intonaco e illuminazione.

NOTE

[1] Questo documento-relazione, insieme ad altri riportati in altre pagine di questo archivio, provengono da una accurata e proficua ricerca svolta da Don Sabino Matera (a cui si deve un doveroso grazie) dall'anno in cui il Seminario fu spostato nel convento carmelitano, il 1838-39, fino alla fine del suo rettorato nel medesimo, il 1997.