il campanile

Contenuto

Il campanile sul davanti, in una antica foto, sul retro in una del 2004
Nelle foto, una antica, l'altra del 2004, è visibile l'intero campanile nonché, su quella dal retro, i due posticci lanternini sulle cupole.

Il campanile

Per i dati architettonici ci serviamo di quanto scrive l'arch. Vincenzo Zito nel capitolo “Da laura cenobitica a Basilica” nel testo citato in calce.

“Non sappiamo esattamente quando fu costruito il campanile, mai menzionato sino al 1650. tuttavia è evidente che l'opera fu realizzata in un secondo momento ed in almeno due tempi successivi. Infatti i filari dei conci di pietra della parte inferiore, che arriva al primo livello, non si allineano con quelli della chiesa preesistente. La stessa collocazione della struttura, a ridosso della prima delle finestre ogivali della chiesa superiore, mostra che tale elemento architettonico è stato aggiunto successivamente, probabilmente nella seconda metà del ‘600. La presenza di una torre campanaria è documentata nella veduta di Andria riportata nel noto volume del Pacichelli Del Regno di Napoli in Prospettiva, (Napoli, 1703) [33](Fig.19).
particolare della Basilica nella veduta di Andria di F. Cassiano de Silva
Fig.19) "S.M. de' Miracoli", particolare tratto dalla veduta di Andria di F. C. de Silva in Pacichelli G.B., Del Regno di Napoli in Prospettiva, Napoli, 1703. Si tratta, forse, della più antica rappresentazione del complesso abbaziale. A questa immagine si sono forse ispirati, con eccesso di fiducia, i restauratori di inizio secolo che hanno realizzato la finta cupola di estradosso sulla chiesa inferiore e i finti lanternini su entrambe le cupole.
La torre giungeva alla prima cella campanaria, come documenterebbe anche un peduccio, resto della volta a vela che copriva il primo livello. Probabilmente nella prima metà del ‘700 il campanile fu sopraelevato di altri due livelli. La storiografia locale ci ha tramandato il nome dell’architetto che effettuò la sopraelevazione, Fanelli o Finelli, il quale, in sintonia con i gusti dell’epoca, progettò l'intervento in stile tardo barocco. La sopraelevazione fu realizzata in tufo perché più facilmente lavorabile della pietra da taglio. La stessa storiografia locale ha ingiustamente criticato tale sopraelevazione. giudicandola «un’opera mediocre che male si addice, per ubicazione e per forme architettoniche al capolavoro della chiesa» (Gildone 1980). Così, paradossalmente, è stata disprezzata l’unica parte barocca di una Basilica attribuita ad un architetto barocco, quale il Fanzago, ma che barocca non è, con una sostanziale contraddizione in termini di valori.”
NOTA (dell'autore)
[33] La veduta, erroneamente attribuita dagli studiosi locali al Pacichelli, è in realtà opera del cartografo Francesco Cassiano de Silva che la eseguì su incarico dell'editore tipografico.

[testo di V. Zito, tratto da “Da laura cenobitica a Basilica” in "La lama di Santa Margherita e il Santuario della Madonna dei Miracoli ", di AA.VV., tip. Miulli, San Ferdinando di Puglia, 1990, pag.88]

A proposito del costruttore del campanile, lo storico locale Michele Agresti, riportando una notizia del D'Urso, a pag 118 nel 2° volume del suo "Il Capitolo Cattedrale di Andria ...", aveva scritto "Un mediocre Campanile, con 4 pregevoli campane, è sito nel lato posteriore del tempio. Esso è opera dell’architetto Fanelli di Andria, eseguito in epoca posteriore." Vincenzo Zito nel suo studio su " L'antica 'Porta del Castello' di Andria" ipotizza che questo Fanelli sia individuabile nel maestro muratore Saverio Finelli, nominato con altri in un documento del 1758 relativo alla ricostruzione di Porta del Castello. Scrive Zito a pagina 38 : "... il Tesse assunse l’iniziativa di far elaborare un progetto per una nuova porta dall’Architetto Nicolò Antolini ... ed a stipulare, in data 3 gennaio 1758, un contratto per l’esecuzione dei lavori occorrenti con i mastri muratori Xaverio Finelli, Jasepho Motta Richardo de Jeva e Sebastiano Vilella. ... [e in calce alla pagina annota] Saverio Finelli, del quale si hanno scarsissime notizie, sarebbe stato l’autore della soprelevazione del campanile del santuario della Madonna dei Miracoli (D’Urso R., Storia della città di Andria, Napoli 1842, p. 140)."


Notizie sulle campane che squillano su questa torre campanaria le rileviamo dal racconto che ne fa l'agostiniano Cosma Lo Jodice, in una serie di opuscoli “La Vergine dei Miracoli”, editi a cura del Monastero nel cinquantenario dell'Incoronazione della Madonna, il 1907.

Nel N. 2 del Bollettino a pag. 21 annunziai, che avea ordinato una nuova Campana; questa il giorno 3 Settembre è arrivata alla Madonna dei Miracoli, dalla Fonderia Colbachini di Padova. Pesa chilogrammi 150 e grammi 800, compreso il battaglio, ed ha costato Lire 527,80.
Il maggiore diametro misura cent. 63, e questa è pure l’altezza. È ornata di vari lavori a festoni, e vi sono spighe di grano e grappoli d’uva, a significare il suo ufficio principale di chiamare i fedeli ad ascoltare la S. Messa. Ad eguale distanza raffigurato il Crocifisso, la Madonna dei Miracoli, S. Antonio di Padova e lo stemma Pontificio. Sotto l’immagine della Madonna dei Miracoli leggesi:
VIRGINI MIRACULORUM ANDRIÆ
F. COSMAS LO JODICE PRIOR O. S. A.
ANNO    L    AB INCORONATIONE
[1] A. D. MCMVII.
Nella parte inferiore in giro si legge:
PREMIATA FONDERIA PONTIFICIA DACIANO COLBACHINI E FIGLI IN PADOVA
… La benedizione di questa Campana è stata fatta la Domenica 30 Settembre da Monsignor D. Emmanuele Merra, già Arcidiacono della Cattedrale di Andria, ed ora Vescovo di San Severo in Puglia. Il Patrino è stato il Sig. Onofrio Iannuzzi del fu Conte Sebastiano e della fu Sig.ra Mariangela Spagnoletti. La Matrina è stata la Signorina Maddalena Ceci di Francesco e della Signora Antonia Iannuzzi.
… Brevemente accenno alle principali cerimonie di questa Benedizione. L’importanza che la Chiesa dà ai sacri bronzi si può desumere, anche dal rito speciale, che essa usa nel benedirli. Difatti, vuole che questa benedizione si faccia, non da un semplice Sacerdote, ma dal Vescovo. Questi dopo aver implorato, con la recita di alcuni salmi la misericordia e l’aiuto di Dio, consperge prima la campana di acqua benedetta e i suoi ministri la lavano interamente per dentro e fuori con la medesima acqua, poscia l’asciugano con lini bianchi.
Dopo di che il Vescovo sulla campana, da fuori, fa una croce con l’olio santo, e dopo alcune preghiere l’asterge, e fa sette croci pure con l’olio santo: e dalla parte di dentro ne fa quattro, ad eguale distanza fra loro, con l’olio della Santa Cresima. Impone alla campana il nome, e la nostra è stata chiamata INCORONATA. Poscia viene posto sotto la campana un turibolo fumicante d’incenso, mirra e di altri timiami, che si possono avere. Tutte queste cerimonie sono accompagnate da preghiere appropriate alla solenne circostanza.
… … …
Altre due bellissime campane sono sul Campanile, dovute alla munificenza di Ferdinando II Borbone e alla pietà dei fedeli.
La chiesa della Madonna fu data ai PP. Agostiniani con una sola piccola campana insufficiente. Essi credettero alle magne promesse di un fonditore girovago, e fecero fondere tre campane con differente grandezza: dalla fusione uscirono, contrarie ai loro desideri [2]. Si tirò alla meglio per varii anni; Monsignor Longobardi Vescovo di Andria, ottenne da Re Ferdinando II, di far rifondere due di quelle campane e farle ingrandire di molto. A Maggio 1858 furono fuse, nella Reale fonderia di Castel nuovo, e riuscirono stupendamente. Si dice, che il Re volle trovarsi presente allorché si fusero.

La piccola è alta un metro, ed il diametro misura 90 centimetri: e sopra si legge:
GIUSEPPE CHIAESE A. D. 1858.
Questo Chiaese, opino che sia il fonditore di questa campana e della grande. Quella pesa circa kilogrammi 450, voce SOL.

La campana grande è alta un metro e venti centimetri, e così pure il diametro. - Questa poi pesa circa dieci quintali, voce MI. L’iscrizione dice:
+ D. O. M. DEIPARÆ VIRGINI MARIÆ MIRACULORUM CORONATÆ AC SS. AUGUSTINO, FERDINANDO ET TERESIÆ SACRUM +
PIETATE AC MUNIFICENTIA FERDINANDI II REGIS FELICITER REGNANTIS
NOVITER FUSUM ET AUCTUM CURA AC PRECIBUS JOSEPH LONGOBARDI ANTISTITIS ANDRIENSIS
MENSE MAJI. ANNO MDCCCLVIII.
Vi sono alcuni errori di grammatica nella iscrizione originale, che non alterano il senso.
Oltre le tre campane già dette, c’è la quarta più importante …

La Primogenita

Il giorno 15 Gennaio, corrente anno, è ritornata da Padova, dalla fonderia Colbachini, la piccola campana, che farà spicco sul Campanile della Madonna dei Miracoli. E ben a ragione. Sia pel suo suono, sia per la sua origine.
Quando il governo Napoleonico, al principio del secolo XIX, depredò tutte le campane dei nostri campanili, per coniarne moneta; non sò come, fu risparmiata da quel vandalismo la più piccola campana del Santuario di S. Maria dei Miracoli. Questa, dopo varie vicende, fu restituita al Santuario, per opera del Sig. Riccardo Porro del fu Francesco. Dopo breve tempo, si ruppe in modo da rendere un suono sgradevole.
Fattala calare dal Campanile, per fonderla con proporzioni più vantaggiate, con meraviglia lessi questa scritta:
R. D. SEVERINUS. A MONDELLA. ADMINISTRATOR MONASTERII S. MARIE MIRACULORUM ANDRE. FECIT A A. D. MLXXXII.
Il lettore leggerà Mariæ ed Andriæ, ed al millesimo aggiungerà un D.
Questa campana fu gettata allorché non esisteva la Chiesa superiore, e la Chiesa inferiore appena s’incominciava ad edificare. Questa pei suoi ricordi storici, meritava d’essere conservata. Questa campana ha dato avviso ai fedeli delle glorie e miracoli della Nostra Madonna. Meritava giustamente d’essere avuta in riguardo. [3]
… Fatte le dovute pratiche con la ditta Colbachini, subito spedii a Padova la Campana, per essere accomodata, secondo il loro sistema. Ma, questi egregi fabbricanti, trovarono delle difficoltà ad eseguire il loro ritrovato; invece mi proposero di rifonderla con lo stesso metallo, l’istessa forma, le stesse proporzioni e peso, l’istessa scrizione; con gli stessi errori, l’istesso colore. Nel peso però s’è verificata una piccola differenza, che laddove la prima pesava cinquantasei kili, la presente ne pesa sessanta, l’altezza è centimetri 46 e il diametro altrettanto.
Il giorno 3 di Marzo l’Ill.mo e Rev.mo Monsignor D. Giuseppe Staiti, nelle ore pomeridiane, con ogni solennità, benedirà questa campana, e pel giorno 10, festa dell’invenzione della Madonna dei Miracoli, starà al suo posto. Questa campana suonerà nei temporali; ché, atteso le sue piccole onde sonore, la scienza gli darà il lascia passare; suonerà per le partorienti, invocando l’aiuto di Maria; suonerà in armonia con le altre tre nelle grandi solennità.
NOTE (dell'autore)
[1] Sulla campana è incoronazione.
[2] Le due grandi con le treccie o capiglie deboli, e la terza appena la metà per mancanza di metallo. Questa al 1865 fu portata alla Chiesa ove ora sono le Stimatine.

[testi di F. Cosma Lo Jodice O. S. A., tratti dall’opuscolo periodico “La Vergine dei Miracoli”, tip. F. Matera, Andria, anno I, n.6, pagg. 13-19, n.10, pagg. 10-14]

NOTE (del redattore del sito)
[3] Una delle antiche campane che squillavano sulla torre campanaria della Basilica, durante il breve regno di Giuseppe Napoleone Buonaparte fu data, come afferma il Merra a pag.397 del 2° Volume delle sue "Monografie Andriesi", alla città di Grottaminarda; scrive quegli infatti "Ognuno di questo manomesso Santuario volle il suo ricordino; e la Cattedrale ebbe parecchi arredi sacri; la Collegiata di S. Nicola un gran dipinto; la biblioteca del Seminario tutte le opere di Cicerone; la maggior Chiesa di Bisceglie nel 1809 ebbe ... il Coro, capolavoro d’architettura e d’intaglio ed il parato d’ottone dell’altare maggiore; gli altri parati anche di ottone l’ebbe la città di Grumo, e Grottaminarda una campana ..."