il campanile

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il campanile il campanile di notte
[il campanile ammirato da Piazza Manfredi di giorno e dal chiostro di sera (clicca per ingrandire) - foto S. Di Tommaso, 2010/2014]

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Il campanile

    Pregevole e ricco di fascino è questo campanile, alto metri 48,16 ( gli antichi testi riportano erroneamente metri 81).
"L'antico campanile consisteva in alquanti archi, atti a sostenere le campane; infatti il 7 novembre 1751, il priore Fra Lorenzo Germano, tra le altre cose proponeva ai Padri di alzare altri archi per le campane. ...
    Nel'anno 1765 era stato già innalzato l'arco, sul quale poggia la mole del campanile, e dopo quattro anni pare che la torre fosse ormai compiuta. ...
    Il muratore che costruì questo campanile, che è tutto di pietra, di stile barocco, e che riuscì quant'altro mai svelto ed elegante, fu maestro Domenico Jeva, fratello di Vito che rizzò quello di S. Francesco. Esso  si eleva sublime all'angolo del primo chiostro, sopra un solido arco acuto, per dare libero passaggio ai corridoj del medesimo. Il suo basamento sino al primo piano, è quadrato, gli altri tre piani con la cuspide, hanno gli angoli ottusi. Una larga cornice come divide il primo piano dal basamento, così divide gli altri piani fra loro. Il primo piano ad ognuno dei quattro lati ha due stelle di ferro, tinte in nero, e che risaltano bellamente sul colore della pietra. Ogni piano ha quattro grandi elegantissime e sfogatissime finestre, sormontate da cornici arcuate, con graziose balaustre di pietra, quasi tutte dell'istesso disegno, meno quelle del terzo piano la di cui balaustrata corre intorno al cornicione. Otto pilastrini con basi e capitelli corinti e fregi, fiancheggiano a due a due le finestre. La cuspide è quasi ottangolare, ed ha la forma di una pera. La banderuola, che gira ad ogni spirar di vento, rappresenta un cane di rame, che porta in bocca una torcia accesa, e si posa sopra di una grossa palla, anche di rame, stemma dei Frati Predicatori. In tempi da noi non troppo lontani un uragano ne fece cadere la torcia ed una zampa. Con quest'ultima torre Andria poté a ragione essere chiamata la città dei campanili.

[da "La Chiesa e il Convento di S. Domenico" in " Monografie Andriesi", di E. Merra, tip. Pontificia Mareggiani, Bologna, 1906, Vol. II, pagg. 44-47]

L'Arch. Fernando Palladino nella sua relazione sui primi restauri di fine Novecento del Complesso Conventuale di San Domenico, (eseguiti tra il 1988 e il 1991 mentre era Sindaco della Città l'Avv. Attilio Busseti e parroco di San Domenico Don Peppino Lapenna), disse:
"Si è assodato anzitutto che il campanile è alto m.48,16 con rilevamento ottico a mezzo teodolite Wild. L'altezza riportata in tutte le precedenti pubblicazioni e data per scontata anche dalla Soprintendenza nel riconoscimento dell'interesse storico  artistico ... era sempre stata di 81 metri. Ma, con l'arch. Benedettelli, condivisi il dubbio che tale dato fosse errato e fu eseguita la misurazione ottica che è stata solo successivamente confortata dalla misurazione diretta, a impalcatura effettuata. Il riferimento è la quota pavimento del portico."