il campanile

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Il campanile osservato dalla facciata e particolare del 3° registro con Madonna
[Il campanile osservato dalla facciata e particolare del 3° registro - foto di Michele Monterisi - 2009]

Il campanile e la sacrestia

Il campanile, in duro tufo calcarenile delle Murge, si sviluppa su tre piani; gran parte di quanto oggi vediamo emergere dal livello della chiesa fu ricostruito nel 1854 dal muratore andriese Raffaele Fuzio [1].

Racconta il Merra nelle sue "Monografie Andriesi"

"Dal principio essa  [chiesa] ebbe una campanetta, sospesa ad un piccolo arco; ma finalmente nel 1772, per opera e cura del Padre Maestro La Cinesta di Andria, fu costruito in tufo un non dispregevole Campanile, che dall'alto della Chiesa dominava la sottoposta città.
Come la grandiosa scalinata, così anche il Campanile dovette senza dubbio essere opera del Raimondo, che era il muratore del Convento.
Nel 1782, i mastri Gerardo Bruno, e Gerardo Alita della Terra di Vignola fusero tre campane per questo Campanile, le quali unitamente alla campanetta, già esistente, coi loro suoni armoniosi rallegrarono, ma per ventiquattro anni appena, i cuori degli Andriesi, e li chiamarono a' piè dei santi altari di Maria del Carmelo.
Nell'infausta giornata del 23 marzo 1799, ... nel sacco, che in quel giorno i Francesi dettero alla Chiesa del Carmine, varii oggetti sacri furono rubati, ... Nel 1806, il convento fu mutato in Ospedale militare; ma essendo cresciuto il numero degli ammalati, e non bastando i dormitorii, il 12 aprile 1809, il gran Giudice, Ministro della Giustizia e Culto, Giuseppe Zurlo, ingiungeva da Napoli al Vescovo di Andria ... dovesse togliere da detta Chiesa quanto fosse di sacro ... 
Il Campanile fu pure distrutto, e portate via le campane, una delle quali, dedicata a S. Elia, suona ancora, sebbene varie volte rifusa, sul Campanile di S. Agostino, forse cambiata in quell'epoca con qualche campana rotta di quella Chiesa. ...

Nell'anno 1850, essendo stati da Mons. Don Giuseppe Cosenza, preposti al regime del Seminario, i Padri della Compagnia di Gesù; la Chiesa del Carmine fu affidata alla loro direzione. Il P. Federico Tornielli, con il focosissimo ed operosissimo suo zelo, fece a devozione dei fedeli, rialzare il Campanile, che ornò di armoniose campane, delle quali una gli venne donata dalla munificenza di Re Ferdinando II, l'altra dalla pietà del signor Nicola Iannuzzi, la terza dalla devozione del popolo Andriese verso della sua cara Madonna del Carmine, e la quarta era la campanetta , che stava fin dal 1839."

[testo tratto da "La Chiesa e il Convento del Carmine" in "Monografie Andriesi" di E. Merra, Tip.Mareggiani, Bologna, 1906, Vol. II, pp.495-498, 506]

il campanile visto dal retro e particolare del 2° registro con le campane
[il campanile visto dal retro e particolare del 2° registro con le campane - foto di S. Di Tommaso - 2005]

la sacrestia collocata sotto il campanile
[la sacrestia collocata sotto il campanile - foto di S. Di Tommaso - 2015]

Sulla ricostruzione del campanile avvenuta durante il rettorato dei Gesuiti, p. Grassi il 6/11/1857 scrive al suo superiore:
un campanile già terminato alto 130 palmi [palmi 130 x m 0,265 = m 34,45] con bellissimo disegno ed ornato di colonna, con campane del costo di 1.200 ducati”, indicandoci così anche l’altezza di progetto, e penso reale, dello stesso. [lettera riportata nei documenti]

Prima della ricostruzione, nel luglio del 1838, mons. Cosenza era stato autorizzato dal Ministero degli affari ecclesiastici ad utilizzare “alcuni materiali ricavati dal diruto Campanile di cotesto soppresso Spedale militare, onde servirsene per le migliorazioni a fare in quel locale per ridurlo ad uso di Seminario ” (vedi nella sezione documenti).

Il primo piano ha nella base l'attuale piccola sacrestia (foto a destra), supera di poco il tetto della chiesa ed è una semplice torre quadrata rifinita da un cornicione nella quale si apre una  monofora con arco a tutto sesto per l'accesso all'interno della struttura.

Il secondo piano, a base quadrata, presenta quattro monofore, una per lato, balaustrate in ferro, ed è dotato di campane.
Ogni lato è impreziosito da semicolonne tonde con basamenti quadrati e capitelli con volute.

Il terzo piano, ottagonale come quasi tutti quelli della città ed interamente balaustrato con ringhiera in ferro, presenta anch'esso quattro monofore sui lati corrispondenti a quelli sottostanti. Esso è  impreziosito da colonne in stile corinzio che intendono supportare il cornicione superiore, dal quale s'innalza la cupoletta rivestita in rame, e termina con una snella struttura in ferro con palla, croce e banderuola a stella.
La monofora visibile con la facciata della chiesa, utilizzata come una nicchia, accoglie, esemplare unico tra tutti quelli della città, una statua della Madonna del Carmine con Bambino.

Le campane

Pasquale Cafaro nel suo opuscolo su "Campane e campanili di Andria" riporta la seguente descrizione delle campane presenti nel campanile del Carmine.

"... Nel 1854, ripristinati già e tempio e convento, fu ricostruito il campanile a spese dei fedeli. Alto circa 36 metri [2], di nessun valore architettonico, sostiene attualmente quattro campane.
Interessante per il ricordo storico è quella donata da Ferdinando II, nel 1857 in riparazione delle campane fatte asportare dal Bonaparte. Con cm 70 di diametro e cm 70 di altezza, di bella forma e di timbro pieno, reca la seguente iscrizione: Invictissimi Ferdinandi II / Utriusque Siciliae Regis / Munificentia ac pietate eximia / Erga deiparam sub titulo / Montis Carmeli / 1857.
La campana più antica è del 1851; misura 87 cm di diametro per 85 di altezza. Nella testata è inciso: Dignare me laudare Te Virgo sacrata / Da mihi virtutem contra hostes tuos.  Nel centro: A divozione del sig. D. Nicola Jannuzzi 1851 / F. Danisi Campanista, Napoli.
La maggiore (m: 1,03 x 1,07) presenta in centro: A cura P. P. di C. D. G. e a divozione del popolo andriese / Francesco Danisi campanista - Napoli / A. D. 1857
Completa la bella dotazione una campanella (37 x 35) fusa nel 1933."

[da P. Cafaro "Campane e campanili di Andria", Tip. F. Rossignoli, Andria, 1943, pagg 18-19]

La sacrestia

La prima sacrestia di cui si ha notizia è quella riccamente arredata [3] negli ambienti che attualmente ospitano la cappella del Seminario.

Nel 1857, P. Pasquale Grassi, rettore del complesso del Carmine spostò la sacrestia dietro l’altare maggiore della Chiesa al posto del coro trasferito sulla controfacciata (notizia estratta dalla su citata lettera del 1857).

Come sìè detto sopra la sacrestia è attualmente collocata nella base del campanile.

NOTE

[1] Scrive l'Agresti nel volume sotto citato: Quattro pregevoli campane sorregge questo bellissimo campanile (costruito dal bravo muratore Raffaele Fuzio di Andria), una donata dal magnanimo Re Ferdinando II, l’altra dal nobiluomo Sig. Nicola Iannuzzi fu Giovanni, la terza dal Vescovo Cosenza, la quarta dalla generosità dei fedeli.
[da "7. La Chiesa del Carmine" in " Il Capitolo Cattedrale di Andria ..", di M. Agresti, tip. F. Rossignoli, Andria, 1912, Vol.II,  pagg. 114]

[2] La misura dell'altezza del campanile, probabilmente esatta, è quella sopra riferita dal gesuita P. Grassi, di circa m. 34.

[3] Dal testo citato del Merra, che fa riferimento al f. 169t della “Platea omnium bonorum tam stabilium quam Censuum Conv. Carmelitarum Andriae, confecta a R. Padre Alberto Morselli Andriensi Vicario Prioreque huius novae fundationis Conv. primo alunno”. A. D. 1716, fol. 2. (Curia. Vescovile)”.