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cantoria
[cantoria e organo in una foto di Sabino Di Tommaso dell'aprile del 1983]

La cantoria

Sulla parete di fondo dietro l'altare è montato l'organo con la cantoria, realizzata probabilmente nei lavori di fine Settecento, quando quivi fu trasporato l'organo, che, più piccolo, era sulla porta d'ingresso della navata, dove attualmente è affisso il quadro di S. Raimondo. Le canne dell'antico organo furono trafugate nel 2012, insieme ai due angeli reggifiaccola dell'altare maggiore e alla tela di S. Pietro martire in sacrestia, poco prima degli ultimi lavori di restauro.

Il coro costa di ventisei stalli superiori, oltre il medio per lo Priore, con poggiuoli falcati avendo alle spalliere dei quadretti, fregiato ognuno nel mezzo con varie figure di stelle capricciose. Le fascie che il fiancheggiano, contengono leoni, grifoni, scimmie, draghi e simili mostri, tutti alati in guise diverse. Il second’ordine degli stalli ne contiene diciotto, anche falcati, e con appoggi laterali, e forniti egualmente di fiere, come l’altro. Il cornicione è magnifico, intagliato vanamente con rabeschi fantastici. Nel mezzo del coro, avvii il sepolcro marmoreo della casa Del Balzo, col busto di Francesco anche di marmo nella sagrestia, col titolo seguente:

Francisco ex avito ac preclaro maiorum suorum
Genere de Baucio in insignis gentilitus sidere indicato
Magno Regni Neapolitani Equitum Comiti
Ac Andriensium Duci amantissimo Almo Guglielmi
de Baucio et Antoniæ Brunforte Vigi
liarum Comitis figlio Francisci vero avi sui
Eiusque coniugis Svevæ Ursinæ Nepoti
dignissimo Pyrrhi autem Altamurentium
Principis ac Venusiorum Ducis Engeberti
etiam Noiæ et Antoniæ S. Severinæ
Comitum parenti optimo. Quod exurviarum
suarum celetum in subiecta Heic Arca
reconditum Ex benevolentia sua Huic
Ordinis FF. Prædicatorum Familiæ testamento
reliquerit aliaque beneficia contulerit
Quum diem extremum obiit Anno Reparatæ
Salutis 1482 ætatis vero suæ 72
Beneficentissimo Iusto ac Pio Principi eiusdem
Cœnobii grata familia una cum eius simulacro
supraposito in perenne monumentum iusta
Persolvens Hoc epitaphium apporli curavit.

...
Sul coro vi è l'organo con la sua orchestra, smaltato verde, scorniciato ad oro, con varii ornati.

[da "San Domenico" in Andria sacra, di G. Borsella, tip. F. Rossignoli, Andria, 1918, pagg. 207-209]

Ecco la lapide attualmente posta in sacrestia sull'arcosolio di Francesco II Del Balzo.

lapide marmorea del sepolcro di Francesco II Del Balzo
[particolare del sepolcro di Francesco II del Balzo attualmente in sacrestia, la lapide - foto Sabino Di Tommaso, 16/03/2014]

In base alla descrizione del Borsella dietro l'altare c'era, quindi, il sepolcro marmoreo della famiglia Del Balzo, che forse (dice il Merra nelle sue Monografie) è quello successivamente utilizzato da Porzia Carafa per  tumulare il marito Fabrizio col figlio Antonio, Duchi di Andria nel Cinquecento.

Nella prima metà del '900 il coro fu trasferito in Cattedrale:

“[Nell'abside della Cattedrale] Il coro ligneo, del XV secolo, decorato con sfingi e altre figure zoomorfe, proviene dalla chiesa conventuale di San Domenico e fu collocato qui dopo che andò distrutto quello precedente nel 1916.

[tratto da "La Cattedrale di Andria", AA.VV., Grafiche Guglielmi, Andria, 2009, pag. 46]

base dipinta della cantoria
[base dipinta della cantoria - foto Sabino Di Tommaso, 05/2014]