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Visitare il piano superiore
di Castel del Monte

pianta 2° piano
"Tra i numerosi castelli che Federico II di Svevia fece costruire in Puglia e in Sicilia, Castel del Monte primeggia come caposaldo della architettura italiana del Dugento e come capolavoro dell'arte di ogni tempo. Vicende lieti e tristi, fermate per noi nella storia o tramandate dalla voce della leggenda, si intrecciano labili intorno alla sua mole grandiosa, ché se anche di esse fosse cancellata ogni memoria, resterebbe, per i segni augusti dell'arte, immutata la forza di suggestione che emana ognora, anche sulle anime più semplici, da questo insigne edificio".

[dall'opuscolo "Guida di Castel del Monte" di Bruno Molajoli, Ed. Gentile, Fabriano, 1934, pag.5]


"Al piano superiore si può accedere per tre scale: nelle torri 3, 5 e 7. Lasciamo per ora le prime due e saliamo per la terza [torre 7]; arrivando alla sala VIII del piano superiore. È sprovvista di accessori ed ha una grande finestra rivolta a sudest: evidentemente un'anticamera di rappresentanza. Infatti da una porta a destra si accede nella sala I, tradizionalmente definita «sala del trono», fornita di una scala nella torre 8 che porta al tetto, e di una grande finestra rivolta ad oriente, oltre una porta-finestra che dà sul cortile interno, una volta collegata da una balconata alle altre porte-finestre delle sale IV e VI dello stesso piano, come è provato da una mensola che la sosteneva e che è ancora al suo posto. Questa è senza dubbio la sala più importante del maniero, per la sua posizione sovrastante l'ingresso principale dell'edificio la cui saracinesca veniva manovrata appunto dal vano della finestra, e per essere il punto di arrivo di un itinerario privilegiato e senza passaggio nella sala II. ...
Dalla sala VIII si può passare nella VII, che ha la finestra rivolta a sud, un camino ed è priva di accessori: non può che essere una sala da pranzo, servita dalla scala nella torre 7. Dalla sala VII si passa: nella VI, che ha servizi igienici nella torre 6 e scala nella torre 5 che arriva sino al terrazzo sul tetto; e nella sala V, che ha un camino ed uno stanzino con servizi nella torre 4. Le sale VI e V appaiono stanze da letto. Per chi? Per gli intimi (o le intime) dell'imperatore. Tutta questa parte del piano superiore (sale VIII, I, VII, VI e V) è senza dubbio la parte «nobile» del maniero, per il suo orientamento che va da oriente ad occidente passando per il sud e dunque per la luminosità delle sue sale, per la disposizione degli stanzini, dei servizi e delle scale, per i due accessi alla balconata interna dalle sale I e VI, oltre che per l'accurata programmazione delle comunicazioni tra i due piani e tra una sala e l'altra, studiate in modo da rendere le entrate e le uscite semplicissime a chi conosceva il maniero ed un vero rompicapo per l'eventuale intruso. ...
Ritorniamo all'itinerario «minore». Per la scala nella torre 3 (che dal piano superiore al tetto era in legno ed è tradizionalmente chiamata «del falconiere») si arriva alla sala IV, che oltre al vano scala non ha altri accessori: per la sua posizione nel sistema di comunicazioni del maniero appare una sala di passaggio o d'aspetto, anche perché ha la terza porta-finestra interna del piano superiore, che si apriva sulla balconata interna. Da questa sala si passa, a destra, nella sala III, che non ha accessori, ma un'ampia finestra rivolta a nord, da cui si vede Andria, nella cripta del cui duomo sono sepolte due mogli di Federico: è una sala di soggiorno, di udienza, di meditazione? Da questa si passa nella sala II, che ha due accessori: uno stanzino con lavabo ed acqua corrente nella torre 2, ed un altro con servizi igienici nella torre 1. Ha inoltre il terzo camino del piano superiore, ai due lati del quale sono due vani in pietra, forse in origine chiusi da ante metalliche e dunque armadi per i vestiti o dispense per i cibi: tutto ciò ha fatto pensare che si trattasse della stanza da letto dell'imperatore. È un'idea non infondata, anche se questa sala non comunica direttamente con la sala I, quella chiamata «del trono»."

[da "Castel del Monte, il reale e l'immaginario" di Giosuè Musca (1928-2005), in "Castel del Monte" , Adda Editore, Bari, 1981, pagg.40-41]